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sabato 27 marzo 2010

Belvedere Franco Li Causi





Il 6 Marzo 2010 è stato inaugurato A Porto Empedocle il Belvedere dedicato alla memoria di Franco Li Causi.

Franco Li Causi (Porto Empedocle, 20 aprile 1917 – Agrigento, 4 giugno 1980) è stato un musicista e compositore italiano, autore della musica della ballata popolare siciliana Vitti 'na crozza.

Diplomatosi in flauto traverso al Conservatorio di Palermo, diventò un virtuoso degli strumenti a plettro come la chitarra, il banjo ed il mandolino. Insieme al fratello Salvatore, in arte Tony Lusi, crea un orchestra che per più di trent' anni ha operato con successo in tutti gli ambití musicali, dalle navi da crociera ai locali da ballo, (uno per tutti "La Focetta", mitico locale agrigentino degli anni '60 ), alle feste di piazza,eseguendo i brani musicali più in voga o di propria composizione e accompagnando i cantanti del periodo più noti, come lva Zanicchi, Jimmy Fontana, Robertino, etc. o più vicini ai giorni nostri Giusi Romeo, meglio conosciuta come Giuni Russo. Ha inciso più di 2.000 brani per la casa discografica Fonit-Cetra, tra brani ballabili come il fox o il tango, e brani d'ispirazione popolare più vicini al contesto folklorico, ancora oggi il brano "La voce del pastore", meglio conosciuto come "Tarantella Vecchia" è nel repertorio di tutti i gruppi folkloristici di Agrigento. Parallelamente alla musica eseguita in pubblico, si dedicò all'insegnamento privato creando una vera e propria scuola d'arte varia, scoprendo talenti che devono al Maestro Li Causi una sorta di "Marchio di fabbrica": hanno fatto parte dell' "Orchestra Franco Li Causi" tantissimi musicisti agrigentini come Calogero Cumbo, Vincenzo Morreale, Gigi Finestrella, Giovanni Moscato, Gian Campione, e studenti d' eccezione come Emanuele Lo Vullo, Roberto Arnone e Tom Sinatra. Ha collaborato con "I Dioscuri", con Pippo Flora e con Tony Cucchiara nell' allestimento di diverse opere teatrali, curandone la parte musicale.

sabato 23 maggio 2009

Scoperta la statua del commissario Montalbano

Da oggi il commissario Montalbano vigilerà sul paese del suo papà, Andrea Camilleri. La statua in bronzo sulla via principale di Porto Empedocle questa mattina è stata scopera alla presenza dello scrittore empedoclino e così il personaggio potrà rimanere perennemente “in servizio” fra la gente. Il papà del commissario Moltalbano è stato accolto da una grande folla, un’accoglienza su cui Camilleri non aveva alcun dubbio.

Ma per Camilleri le emozioni oggi non sono state limitate alla scopertura della statua del suo commissario. Infatti, nasce ufficialmente la fondazione letteraria a lui dedicata e che ha sede nella casa di famiglia dello scrittore donata al comune empedoclino.
Il consiglio di amministrazione della Fondazione è composto, tra gli altri, dal sindaco pro-tempore di Porto Empedocle, anche dall’editore Antonio Sellerio e dalla figlia dello scrittore, Andreina.

FONTE: www.agrigentoflash.it

''Logicamente - ha dichiarato lo scrittore - Montalbano doveva tornare qua, perchè qui è nato. Lo sceneggiato televisivo ha alterato un po' anche i contorni geografici. E' giusto quindi che Montalbano trovi un suo posto nel posto d'origine. Questa accoglienza così calorosa devo dire che me l'aspettavo, perchè l'avevo sperimentata per i miei ottant'anni quindi sono vaccinato, anche se devo ammettere che oggi la creazione della fondazione mi ha commosso un po'''. (www.asca.it)

Per una volta, dunque, contro il potere icastico della televisione vince la letteratura. Tra qualche tempo i tantissimi amanti del Commissario di Vigata (di quello di carta si intende) potranno confrontare l’immagine del commissario che hanno in testa con quella di rame ideata da Giuseppe Agnello. Salvo Montalbano aspetterà tutti questi suoi fan appoggiato ad un palo di via Roma, nel comune di Porto Empedocle. (www.booksblog.it)

PERCORSO TECNICO REALIZZATIVO DELLA SCULTURA RAFFIGURANTE IL COMMISSARIO MONTALBANO


giovedì 21 maggio 2009

Adesso vi racconto la vera faccia del mio Montalbano

Ogni tanto qualche lettore mi domanda: ma com'è fatto il vero Montalbano? La domanda non sottintende che ci sia in circolazione un Montalbano falso: quel "vero" vuole riferirsi al personaggio dei miei romanzi, diversificandolo da quello, ormai famoso in quasi tutto il mondo, egregiamente codificato in tv da Luca Zingaretti. Io lo so com'è fatto il mio Montalbano, non perché ne abbia disegnato i tratti scrivendolo, ma perché mi è capitato d'incontrarlo in carne e ossa. Naturalmente non si chiamava Montalbano e non faceva il poliziotto. Un giorno della primavera del 1998, mi pare, mi scrisse dall'Università di Cagliari il professor Giuseppe Marci invitandomi a un incontro con gli studenti che avevano seguito un corso dedicato al mio “Birraio di Preston”. Gli risposi accettando. Dopo qualche giorno mi telefonò per stabilire la data dell'incontro. Concludemmo i dettagli e lui mi disse che sarebbe venuto a prendermi all'aeroporto. "Come faremo a riconoscerci?", gli domandai. E il professore mi rispose che avrebbe tenuto in mano una copia del "Birraio".

Fu così che incontrai Salvo Montalbano all'aeroporto di Cagliari con un mio romanzo sottobraccio. Era veramente impressionante la sua somiglianza col mio personaggio. Dirò di più: la vista del professore unificò in me l'immagine del commissario che fino a quel momento era ancora come un puzzle mancante di alcuni pezzi di sfondo.
Qualche tempo dopo, Carlo Degli Esposti, il produttore, cominciò a pensare alla serie televisiva e mi domandò delucidazioni sull'aspetto fisico di Montalbano. E io me la cavai pregando il professor Marci di mandargli alcune sue fotografie. Ma non si trovò un attore che gli somigliasse e allora decisero di prescindere. Infatti il bravissimo Luca Zingaretti non ha nulla a che fare col Montalbano dei miei romanzi, basta pensare che il mio commissario ha capelli e baffi.
Assai divertente è vedere come immaginano Montalbano all'estero. Alcune traduzioni recano, in copertina, un disegno che raffigura il commissario. Negli Stati Uniti compare con un volto, duro e deciso, che appartiene più agli investigatori privati americani dell'hard-boiled che a un commissario della Polizia di Stato, per di più siciliano e gran mangiatore. In Giappone il disegno di copertina raffigura un signore con cappello e valigetta in mano, barbetta alla Cavour e occhiali! Sembra un alto funzionario del fisco. Ma come può venire in mente di mettere gli occhiali a Montalbano che li odia e addirittura rimprovera Augello perché li porta!
Una volta, quando già era apparsa in tv la prima serie di Montalbano, venne indetto un concorso tra cartonisti per "tradurre" in fumetti alcune novelle con protagonista il commissario. Quando alla fine mi mandarono i tre finalisti, ebbi sì la soddisfazione di vedere che nessuno di loro si era lasciato suggestionare da Zingaretti, ma nello stesso tempo rimasi alquanto deluso perché non erano riusciti a centrare l'immagine. Tra questi disegnatori ce n'è uno, di Genova, che ha ormai "fumettato" una gran quantità di racconti per divertimento personale: ebbene, anche lui si è lasciato sopraffare dai tratti somatici di Zingaretti.
Meglio è andata con i tre giochi interattivi editi da Sellerio e dovuti a un gruppo di disegnatori palermitani. Essi si sono ispirati alla figura del commissario Ciccio Ingravallo di Gadda, cinematograficamente interpretato da Pietro Germi. E qui devo confessare che, quando ho cominciato a immaginare il mio Montalbano, l'immagine di Germi-Ingravallo mi è stata molto presente. Solo che il mio commissario non è così alto e ha la faccia un po' più larga, da contadino.
Ora a Montalbano il mio paese, Porto Empedocle, dedica una statua. Autore ne è lo stesso scultore che ha già fatto il monumento a Sciascia a Racalmuto. E, come quello di Sciascia, anche quello di Montalbano troverà la sua collocazione in mezzo alla strada. Sciascia passeggia fumando una sigaretta, Montalbano se ne sta appoggiato a un lampione. So già che molti diranno che non somiglia a Montalbano. E che altrettanti diranno invece che gli somiglia. È inevitabile: ogni lettore si crea un suo Montalbano.
Come ogni personaggio romanzesco, Montalbano è, pirandellianamente, uno, nessuno e centomila.

Andrea Camilleri

(Pubblicato su La Repubblica, 19 aprile 2009)

Sotto il cielo di Vigata

Programma della manifestazione "SOTTO IL CIELO DI VIGATA"
Sabato 23 Maggio 2009


Alle 10:45, nella Sala Empedocle del Palazzo Civico, Montalbano, un commissario non troppo di carta.
Firma ufficiale del Protocollo per la costituzione della Fondazione Letteraria Andrea Camilleri e
presentazione dei componenti del Consiglio di Amministrazione, che sarà composto dal presidente Andreina Camilleri, figlia dello scrittore, dall'editore Antonio Sellerio, e dal Sindaco pro tempore di Porto Empedocle.
Interventi, fra gli altri, del Sindaco Calogero Firetto, di Andrea Camilleri e di Salvatore Ferlita.
La sede della Fondazione sarà nell’antica casa di campagna della famiglia di Camilleri, che è stata donata al Comune. L’edificio, dopo il restauro conservativo, custodirà tutta la documentazione scientifica, letteraria e teatrale dello scrittore, oltre a mobilia, oggetti e opere d’arte di proprietà della famiglia. Scopo della Fondazione sarà quello di promuovere la figura e le opere dello scrittore.

Alle 12:00, in via Roma (Palazzo Testa), scopertura, da parte di Andrea Camilleri, della scultura iperrealista raffigurante il commissario Montalbano realizzata da Giuseppe Agnello.

Alle 13:00, al Caffè Vigàta, aperitivo vigatese con gli arancini del commissario Montalbano .

Alle 18:00, a Siculiana (Castello Chiaramonte), presentazione del romanzo Il cielo rubato. Dossier Renoir (Skira); con Camilleri ne parleranno Fabio Carapezza Guttuso e Salvatore Ferlita.

FONTE: www.vigata.org


domenica 17 maggio 2009

Mini zoo ecologico



E' stato inaugurato sabato 16 maggio a Porto Empedocle il Mini-Zoo Ecologico al Villaggio Bellavista. L'area è stata dotata di animali in plastica, di giochini per bambini e sarà custodita da un responsabile.





sabato 9 maggio 2009

Speciale TG1 a Porto Empedocle

Il «fenomeno» Montalbano continua a essere al centro dell'attenzione dei mass media nazionali. A pochi giorni dalla sistemazione in via Roma della statua realizzata dallo scultore Giuseppe Agnello, raffigurante l'immagine del commissario letterario creato da Andrea Camilleri, giovedì mattina proprio in via Roma si è presentata un'attrezzata troupe di Speciale Tg1.
Si tratta della storica trasmissione della Rai, che settimanalmente si occupa di casi di cronaca, attualità e anche costume. E siccome il caso della statua a Montalbano che qualcuno non voleva o che altri volevano avesse un'altra faccia ha varcato i confini regionali, ecco che in quel di Roma hanno pensato che il «caso» doveva essere approfondito sul posto.
Ecco dunque un giornalista e gli operatori di ripresa a Porto Empedocle, a intervistare gente, commercianti, il sindaco Calogero Firetto ai quali è stato chiesto cosa significhi questa statua per il paese. E il primo cittadino non si è fatto pregare per snocciolare il significato vero di questa iniziativa, sottolineando come del resto non si tratti di una novità assoluta a livello mondiale. «Ci sono tante città che hanno dedicato statue ai loro personaggi più famosi, viventi e immaginari. E noi con Montalbano, grazie al mastro Camilleri, non potevamo fare diversamente. Il nostro è però il Montalbano letterario, coi baffi e i capelli, quello che ha immaginato il nostro illustre concittadino». La registrazione di quanto fatto a Porto Empedocle verrà mandata in onda domenica 10 maggio dalle 23:40 con annessa intervista a Camilleri dalla sua casa romana.

Silvia Marchica del Gruppo Facebook "PORTO EMPEDOCLE"